Zone di produzione

Attualmente le seadas (o sebadas), sono prodotte in tutta la Sardegna: visto però che sono a base di formaggio, la loro origine è da ricercare in quelle aree dell’isola che tradizionalmente vivevano di pastorizia.

 

In effetti, la seada può essere considerata un dolce solo perché è cosparsa di zucchero o miele, ma in passato rappresentava una pietanza vera e propria, e poteva costituire un secondo piatto.

  • Le varianti locali alla ricetta-base sono molte: spesso la semola della pasta viene sostituita parzialmente o totalmente da farina di grano; talvolta alla scorza di arancia, utilizzata per aromatizzare l'impasto, viene preferita la buccia del limone. 

  • Alcuni virtuosi della cucina ritengono necessario che, per preparare come si deve il ripieno, il formaggio debba essere prima fatto a pezzetti e poi fatto fondere in un recipiente con pochissima acqua e un po’ di semola.

Va girato costantemente fino a quando diventi filante, quindi viene spalmato nei dischi di pasta ancora caldo…

 ·          Ad Ozieri la composizione del ripieno prevede addirittura l’aggiunta di uva sultanina e prezzemolo.

In tal caso la ricetta risulta così:

 

 

SEADAS DI OZIERI

Ingredienti per 10-12 persone:

  • 1 Kg di formaggio pecorino (o misto) fresco

  • mezzo Kg di semola fina di grano duro

  • 3 uova

  • qualche cucchiaiata di strutto fresco

  • due cucchiaiate di zucchero

  • un mazzetto di prezzemolo

  • 250 grammi circa di uva sultanina

  • olio d’oliva

  • un pizzico di sale

  • miele sciolto a bagnomaria

Il procedimento è uguale a quello della ricetta tradizionale, con la differenza che l’impasto del ripieno è formato, oltre che dal formaggio grattugiato e dalle uova, dall’uva sultanina precedentemente ammorbidita, dallo zucchero e dal prezzemolo tritato sottilmente.

Una volta preparate le seadas, viene consigliato di friggerle in olio d’oliva in cui si siano aggiunte alcune cucchiaiate di strutto.

Ben calde, si cospargono di miele.
 

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